Recensioni

Recensione da SOUND ON-LINE

Anticipato dal singolo “stupid man” la rock band Mind Z Gap arriva alla pubblicazione e presentazione del loro album Other Side.
Progetto dallo stampo simile alla raccolta presenta il sound e lo stile di questa band a 360°, passando da brani in lingua inglese a brani in italiano, da brani dallo stile rock classico a brani quasi prevalentemente strumentali caratterizzati da ampie parti musicali e da assolo in ottica live, a sperimentazioni più complesse fino a semplici melodie ripetitive.

Other Side rappresenta tutto quello che i Mind Z Gap hanno da offrire ai loro ascoltatori, creando un prodotto bello, ben realizzato e capace di soddisfare appieno chi li segue e li apprezza.
Discorso opposto per chi arriva a questa band senza la conoscenza o la volontà di avere un loro prodotto di rappresentanza, rimanendo spiazzato da tanti contenuti, vari, e spesso contrapposti. Other Side potrebbe essere diviso in tre mini-album tutti efficaci ma più selettivi e precisi, così facendo si finisce per offrire tanto, forse troppo cercando di accontentare tutti, dove spesso però si ottiene l’effetto opposto.

Ottimo lavoro capace di trovare ottimi clienti nel mercato digitale dove ogni brano gode di vita propria, perde parecchio nella sua globalità di album per la mancata scelta di una linea artistica precisa e di un target musicale preciso

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Recensione da The Music On Line shapeimage_1

Dopo il singolo “Stupid Man” i Mind Z Gap pubblicano il loro album Other Side di cui si trova da tempo qualche traccia in giro per il web.

Un disco dal sound rock grezzo e diretto, forti richiami al sound di gruppi degli anni 70/80. Other Side presenta brani inglesi e qualche deviazione come per Carezze, Other Side o Colpisci (con testi italiani). Testi diretti, immediati e interpretazioni grintose si appoggiano perfettamente sullo stile rock dei Mind Z Gap. Album che si stacca dal solito stereotipo rock cercando originalità e particolarità creative. L’album apre con Joy & Happiness, un brano rock classic tra i migliori del disco, per poi spostarsi sulla particolare Other Side, che di fatto propone subito una sperimentazione non sempre capace di catturare l’ascoltatore, per poi arrivare a Stupid Man (già pubblicata ufficialmente come singolo), brano semplice, tormentone melodico, idea vincente. No pity no mercy e So fast, brani rock ben realizzati ma senza stupire, ci portano a Carezze, dove il rock dei Mind Z Gap diventa un rock italiano, di richiamo Litfiba, interessante, ma senza segnare una particolarità in un genere ormai saturo, anche se l’estro dei Mind Z Gap si può ritrovare anche in questo brano. Other Side non finisce qui. Ecco arrivare Talking Shower a tratti punk rock, a tratti stile Bruce Springsteen, brano convincente e bello così come Leader, altro brano decisamente ben fatto insieme a Joy & Happiness il migliore. Passando per Colpisci arriviamo alla ballata J.C., capace di toccare un sound ricco di emozioni dove insieme a Bang che chiude il disco, i Mind Z Gap ci regalano altri due brani molto belli a completare questo disco rock a varie sfaccettature.

Titolo: Other Side Autore:  Mind Z Gap Ed: PMS Studio
Other Side 31 luglio 2014

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Recensione di Sara Jane  16918_10200703093770505_421194630_n

Scartare un cd, aprirlo, cercare nel suo interno indizi inconsapevoli lasciati qua e là….
titoli, frasi… iniziali rosse accese da prendere ed infilare come una collana
ed eccole qua….o—s—t—j—l—s—n—c—c
ostils, ostili, ostile? ….già il cd si presenta, scuro, arrabbiato, potente.
Poi una foto, inquietante cartucciera con 13 porta cartucce…come nell’ultima cena….
2 macchiate di rosso sangue come i 2 traditori, Pietro e Giuda…
1 cartuccia mancante, come il profeta immolatosi per l’impossibilità di vivere una vita così lontana dai suoi ideali, un profeta che ha deciso di vivere OTHER SIDE, in quella parte per i più oscura ma per chi vede davvero…più intensa e più vera.
E arriva la musica…
la batteria è di una energia che fa scintille,
la voce incolla all’ascolto, ha qualcosa di sporco e imperfetto nel tono che la fa
davvero intrigante e perfetta per un OTHER SIDE,
basso e chitarra si rincorrono nota su nota non per raggiungersi ma per lasciare sincroni di impronte su terreni ancora vergini, e passo dopo passo, brano dopo brano
l’OTHER SIDE non è più solo un punto di vista ma una esigenza di vita.
Si comincia l’ascolto con Joy & Happiness….già…gioia e felicità…?
Parole dall’apparenza luminosa ma il sound su cui si appoggiano è vento del deserto
che le cuoce con il velo caldo di una malcelata ironia.
Other Side….cercare di spiegare a se stessi…non farà troppo male poi?
Farsi domande, leggere risposte su uno specchio appannato, aprire la finestra, farle evaporare via…
è solo un other side? o siamo già di là e ancora non lo sappiamo?
Possiamo arrabbiarci con So Fast, canticchiare con Talkin’ Shower, incupirci con Carezze,
protestare con Colpisci, possiamo alzare il volume al massimo e abbracciare un’idea, un suono, volare sull’autostrada con Stupid Man che riempie l’aria, possiamo sentirci dentro rock, punk, blues, musica, note, parole, ma non potremo certo etichettare questo lavoro fatto di graffi e carezze.
Emozioni a palla….e sorpresa nascosta….

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Recensione di Davide Loda by   rr

Cosa intendete fare quando il vostro gruppo indie rock si scioglie nel ’94 dopo aver scritto parecchio materiale e suonato in alcuni concerti? No, non sono i Nirvana, stiamo parlando dei MindZGap e la risposta è semplice: riunitevi nel 2006, mantenete il duo Max Scalorbi/Luigi “Lu” (rispettivamente chitarra e voce), ma aggiungete personaggi come “Giabba” Paderni al basso e Pietro “Pittbetter” Mulè alla batteria ed eccovi pronti a sfornare il vostro primo lp “Other Side”
 Joy&Happiness si apre con la chitarra minacciosa di Scalorbi ed ecco aggiungersi gli altri componenti. Il pezzo ha una bella spinta sui bassi e procede per il primo minuto con piacevole monotonia, ma ecco che entra il ritornello: molto efficace, dà un bel tono alla canzone (grazie anche al coro che lo accompagna). Si riprende con uno stacco lamentoso di chitarra ed eccoci di nuovo alla strofa-ritornello. Ora il pezzo prende una piega quasi metal, poi l’assolo: la chitarra con tanto di flanger richiama, se vogliamo, il suono di Cobain. Gli altri strumenti riprendono la melodia dello stacco, l’assolo va a morire sull’inizio dell’ultima strofa: non è caratterizzato da particolari virtuosismi, ma è molto interessante. Ecco un giro strumentale sulla strofa e il finale secco, con la batteria (il classico, quello dove, per capirci, il chitarrista fa un salto e atterra con il suono dei piatti e l’ultima nota del pezzo).
Si procede con il brano che dà il nome all’album. Other Side si apre da subito con la spinta di Scalorbi sulla chitarra ma il brano muta e prende una via tranquilla: ecco il cantante “Lu” recita una sorta di poesia in italiano, dato che gran parte dei pezzi sono in inglese. Il pezzo ricorda molto il lavoro dei Teatro degli Orrori. Il ritornello ci riporta alla melodia di chitarra che abbiamo sentito all’inizio. “E’ solo un Other Side” sono le parole che portano alla fine del pezzo. Anche qui un bell’assolo di chitarra, con uno stile diverso dal precedente Joy&Happiness.
Stupid Man sfoggia un arpeggio di chitarra e un nostalgico “riff vocale” da parte del cantante; praticamente viene utilizzato come ritornello. Anche questa traccia è molto originale. L’assolo vocale e di chitarra (davvero unico Scalorbi nell’adattare diversi stili per ogni canzone) portano alla fine della canzone.
No Pity No Mercy si apre con un giro di basso da parte di Giabba che viene seguito dalla chitarra e di nuovo troviamo “Lu” a recitare: in inglese stavolta, fino al ritornello cantato, in stile Muse.
So Fast attacca con una chitarra che ricorda il suono di Prowler degli Iron Maiden. Qui troviamo il cantante più aggressivo, che però abbassa il tono della voce nella seconda parte della strofa dandoci una sensazione quasi di rilassamento dopo aver urlato nella prima parte. Belle le interruzioni e la ripresa da parte della chitarra “Prowler”. Il ritornello sembra un’invocazione disperata, viene fornita bene la sensazione.
Carezze è un brano che risveglia. In puro stile Nirvana post-Nevermind inizia in inglese e prosegue con uno sfogo in italiano. Fantastico brano, ottima la sezione ritmica della batteria. Il gruppo non finisce mai di stupire: nel bel mezzo del brano prendono una piega Clash con chitarra distorta, il basso la segue, ecco la batteria…ma che succede?? “Lu” attacca proprio “London Calling”!  Finisce il pezzo della band inglese e ripartiamo con il post-Nevermind. Direi geniale questo pezzo!
Talkin Shower parte con un giro di basso semplice ma la canzone è efficace, “Lu” prende un atteggiamento misto tra Bruce Springsteen e Joe Strummer. Finale alla Sex Pistols…in tutti i sensi: il cantante conclude la canzone con la famosa frase “No future for you” da “God Save the Queen” proprio del gruppo di Johnny Rotten. Sembra proprio che la bandi stia cantando sotto la doccia!
Leader è ancora un lamento accompagnato dal loro stile indie strofa-piano, ritornello-forte. Ancora assoli e accompagnamento da maestri, ma forse avrebbero potuto dare ancora più loro questo pezzo.
Colpisci viene introdotto da una chitarra densa di wah-wah e stacchi di batteria fino ad essere raggiunti dal basso. Pezzo di ispirazione funky, in italiano, le parole formano un testo di protesta. “Lu” suddivide bene le parole nel tempo, diventa quasi un rap verso la fine, arriviamo al ritornello. Anche il tema sociale viene ben esposto, sia umanamente che musicalmente.
J.C. è una ballata lenta. Prende vita sull’assolo di chitarra e sulla parte finale. Un bel pezzo che mette calma tra la foga quasi punk delle canzoni precedenti.
Bang si costruisce sul basso di Giabba che crea un’atmosfera psichedelica grazie alla chitarra di Scalorbi che sembra eseguire la prima parte di “Another Brick in the Wall part.1”. Ora la canzone si trasforma e mostra un’impronta R’n’B interpretata molto bene. A metà esecuzione il tempo rallenta, l’atmosfera si fa oscura. Si conclude con un “Bang!” di “Lu” che intanto “spara” su un finale più agitato.
Siamo alla fine: Bob è un pezzo quasi country che si interrompe sul tipico suono della metropolitana londinese, la voce di sottofondo ripete “Mind the gap”.
“Attenzione al vuoto”…è impossibile non lasciarsi trascinare da questo vuoto d’aria che i MindZGap creano passando davanti a noi come un treno…e questo reno ha ancora tanto da dare e da dire!    Davide Loda Roba da Rocker

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Recensione di J. Quadri  1334435728_front_solo_copia-570x563.jpg

Mind Z Gap, una band decisamente particolare nel panorama indie-rock italiano.
Su una base di power rock i MZG instillano in ogni brano camei attinti a piene mani da generi diversi, rendendo l’ascolto un’esperienza da storia del rock, una goduria per gli intenditori.
Si percepisce che i singoli componenti della band devono avere una profonda conoscenza del rock, difatti i MZG ti trasportano sull’onda del Rock abbellito da passaggi inattesi. E così su un classico 4/4 ad un certo punto partono riff funky o reggae, rap, steady, country o pop, perfettamente integrati nel tessuto musicale della canzone.
Un album Other Side che ti inchioda sin dal primo brano, che non ti permette di mollare fino alla fine, finisce una canzone e la successiva è tutt’altra cosa, e ti cattura, ti porta fino alla fine e ti chiedi cosa riserverà quella dopo.
E’ difficile interrompere l’ascolto di Other Side, solo alla fine la metropolitana direzione Stanmore ti permetterà di uscirne, di scendere “This is Waterloo Station…Mind Z Gap”


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